Confini approssimativi: viale del Campo Boario, piazzale Ostiense, viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, via delle Terme Deciane, via del Circo Massimo, clivo di Rocca Savella, lungotevere Aventino, piazza dell'Emporio, lungotevere Testaccio.LA CHIESA DI S. PRISCA sorse secondo la tradizione al posto di una precedente «chiesa domestica» installata nella casa dei coniugi Aquila e Prisca menzionati da San Paolo per aver dato ospitalità all'apostolo Pietro. Nell'area della chiesa sono stati ritrovati i resti di un Mitreo e di altre interessanti costruzioni d'età imperiale. Si tratta in particolare di due case, una delle quali (a nord della chiesa), databile alla fine dei I secolo d.C., potrebbe essere identificata con la Casa di Licinio Sura, adiacente alle terme costruite dallo stesso personaggio, piuttosto che con quella abitata da Traiano prima di diventare imperatore che doveva trovarsi nei pressi della chiesa di Sant'Anselmo. Questa casa fu modificata con aggiunte al principio del Il secolo mentre verso la fine dello stesso in alcuni suoi ambienti fu installato un Mitreo distrutto intorno all'anno 400, evidentemente quando fu costruita la chiesa. Nell'ambito dell'altra casa (nella zona a sud), sempre verso la fine dei Il secolo, fu costruito un edificio a due navate che potrebbe essere il Titulus di Aquila e Prisca sul quale poi venne edificata la chiesa attuale. Scendendo una scala all’inizio della navata destra della chiesa si incontra subito un Ninfeo (1), absidato, costruito intorno al 110 d.C. nell'area della casa meridionale (forse in relazione con l'Acquedotto che andava ad alimentare le Terme Surane, nel quale sono raccolti vari materiali ritrovati durante gli scavi. Segue a destra un ambiente (2) nel quale sono, riadoperati, sette grossi tamburi di colonne scanalate di peperino (diametro cm 90) appartenute a un tempio d'età, poi, attraversati altri ambienti e la cripta della chiesa, dal fondo di questa, a destra, si passa al Mitreo. C'è prima una sorta di vestibolo (3) che in un secondo tempo dovette essere unito all'aula successiva e munito di banconi alle pareti; quindi viene la vera e propria aula di culto (4), di m 11,25 per 4,20, costruita ad imitazione di una grotta. Subito dopo l'ingresso sono ai lati due nicchie delle quali quella di destra contiene ancora la statua di Cautes, forse riadattata con parti in stucco da una più antica rappresentante Mercurio (mentre la statua di Cautopates nell'altra nicchia è andata perduta). Addossata alla parete di fondo è un'altra nicchia (restaurata), dentro la quale, in forte rilievo a stucco dipinto, è rappresentato Mitra, eccezionalmente a torso nudo, nell'atto di uccidere il toro (del quale resta la testa a destra) mentre davanti a lui è una grande figura distesa di Saturno formata con anfore rivestite di stucco. Sul lato esterno sinistro della nicchia, in alto a destra, è inciso un graffito, evidentemente d'un fedele, menzionante la data dei 21 novembre del 202 d.C. indicata come quella della «rinascita» (o della nascita mistica frutto dell'iniziazione). Le due pareti laterali dell'aula, al di sopra dei consueti banconi per i fedeli e salvo al centro della parete destra dov'è una porta che fu poi chiusa già in antico, conservano, assai rovinate, le pitture che le ricoprivano per intero in due strati sovrapposti ma con soggetti praticamente uguali. si tratta di una «processione» di fedeli distinti nei vari gradi d'iniziazione, al termine della quale, sulla destra della parete di sinistra, è raffigurato il «patto d'alleanza» fra Mitra e il Sole mentre in una grotta Mitra (a destra) e il Sole radiato (a sinistra) sono sdraiati a banchetto serviti da due persone, una delle quali con testa di corvo. Nella processione, che comincia sulla sinistra della parete destra, sono rappresentati in primo luogo sette personaggi (alcuni ormai pressoché irriconoscibili) che in ordine decrescente d'importanza simboleggiano i sette gradi iniziatici della religione mitraica: pater (padre), heliodromus (corridore del sole), perses (persiano), leo (leone), miles (soldato), nymphus (ninfo), corax (corvo). I gradi sono esplicitamente indicati accanto a ogni personaggio da iscrizioni ora molto rovinate (ma tutte facilmente integrabili) che in forma acclamatoria, introdotta dalla parola persiana nama (= onore), menzionano anche i Pianeti protettori di ogni grado e cioè (nello stesso ordine di sopra) Saturno, Sole, Mercurio, Giove, Marte, Venere e Luna (a titolo d'esempio si veda l'iscrizione accanto al quinto personaggio: nama militibus / tutela Martis = «onore ai soldati sotto la protezione di Marte»). Sempre sulla parete destra ma dopo la porta, seguono sei persone reali, come indicato dai rispettivi nomi, tutte del grado di «leone», recanti rispettivamente un toro, un gallo, un montone, un cratere, un maiale. La teoria dei «leoni» continua sulla parete sinistra fino alla già descritta scena nella grotta. Dallo stesso lato sinistro si può passare in un altro ambiente (5) con bassi ripiani su tre lati nel quale, come del resto negli altri due ad esso affiancati (6, 7), sono da riconoscere degli annessi del Mitreo dedicati alle pratiche d'iniziazione e ad altre funzioni relative al santuario. Dalla piazza di Santa Prisca, prendendo di fronte a destra per la via del Tempio di Diana, si arriva nella zona dove, tra le due piazze del Tempio di Diana e di Giunone Regina e nell'isolato compreso tra le vie di S. Domenico e di Santa Melania, sorgevano le Terme di Decio (Thermae Decianae). Fatte costruire nel 242 d.C. dall'imperatore Decio, restaurate dai figli di Costantino e poi ancora nel 414 dopo il sacco di Alarico, le terme sorsero almeno in parte sopra case private, demolite, una delle quali, d'età traianea, potrebbe aver appartenuto alla famiglia stessa dell'imperatore oppure essere stata la casa di Traiano (Privata Traiani) se questa non è da identificare nei resti sotto la chiesa di Santa Prisca. Avanzi dell'edificio traianeo si trovano nei sotterranei dei Casale Torlonia, a sinistra, con molti ambienti spesso conservati fino alla volta, mosaici pavimentali e pitture parietali a scomparti con piccoli paesaggi, fiori, maschere teatrali ecc.