S. Lucia del Gonfalone, Roma
La chiesa era anticamente detta "S. Lucia della chiavica" per la vicinanza delle chiaviche della città, o "S. Lucia in Pescivoli" dall’attiguo mercato del pesce. Nel 1486 Innocenzo VIII, incorporò le corporazioni dei "Raccomandati di S. Maria per la redenzione degli schiavi" e altre confraternite nella "Compagnia del Gonfalone", concedendole la chiesa dedicata alla martire S. Lucia. La chiesa, la cui origine risale alla fine del XIII secolo, fu fabbricata di nuovo e consacrata il primo giugno del 1511. Restauri furono eseguiti nel 1605, nel 1650 e nel 1721. Nel 1764 la chiesa fu riedificata dall’architetto Marco David, per incarico del Cardinale Flavio Chigi. L’ultimo restauro fu eseguito nel 1866, sotto il pontificato di Pio IX, restauro che diede all’interno l’aspetto attuale. La facciata della chiesa è a due ordini. Al centro del piano inferiore si apre la porta d’ingresso con due colonne ed un timpano curvilineo sovrapposto. Ai lati pilastri dorici sorreggono la trabeazione, sulla quale poggia il secondo piano. Al centro di questo, è posta la finestra a loggia sormontata da un fastigio con l’emblema dell’Arciconfraternita del Gonfalone. La finestra è affiancata da pilastri, sui quali grava il frontone ad arco di coronamento che include il timpano triangolare.