Castel S. Angelo, Roma

L’antico Hadrianeum, realizzato dall’architetto Demetrio come tomba dell’imperatore Adriano, dopo la morte di Caracalla (217), fu trasformato da Aureliano in avamposto fortificato. Il castello, collegato al Vaticano dal "Passetto", divenne il caposaldo inespugnabile e il simbolo del potere del Papa. La costruzione, originariamente, si componeva da un enorme basamento quadrato, da cui n’emergeva un’altra cilindrica, ricoperta da un cumulo di terra con folta vegetazione. Un gruppo bronzeo raffigurante l’imperatore alla guida di una quadriga di cavalli, dominava il Mausoleo. Adriano, per consentire l’accesso al mausoleo, fece erigere il ponte sul Tevere, in asse con l’edificio, che dal suo prenome prese il nome di "Ponte Aelius". Con l’avvento del Cristianesimo, la Mole Adriana, esclusa dalla cinta muraria d’Aureliano, da sola non era sufficiente ad impedire il pericolo d’incursioni. Questa zona della città subì il saccheggio prima dei Visigoti e poi dei Vandali. Totila, re degli Ostrogoti, fece erigere una cinta muraria fortificata, a difesa dell’Ager Vaticanus, che fu parzialmente abbattuta alla sua morte. Papa Leone III, d’accordo con Carlo Magno, fece innalzare un muro al fine di proteggere la Basilica e la residenza del Pontefice. Anche queste mura furono però demolite, e l’area Vaticana, indifesa, subì la feroce incursione saracena dell’846. Leone IV, fece allora costruire, attorno all'area Vaticana, una cinta muraria con adeguato sistema di fortificazioni, nella quale si sviluppò la "Civitas Leonina", una vera e propria cittadella del papato.

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